I fiumi di Mestre sono il Marzenego

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 IL RITORNO ALLA LUCE DEL RAMO DELLE MUNEGHE O DELLA CAMPANA

 

Carissima Compagnia Gongolante,

pensate che se questa esplorazione si fosse svolta cinque anni fa di questo ramo del Marzenego non avremo visto una sola goccia d’acqua. Fortuna ha voluto che recenti controlli sulla sua ricopertura, avvenuta nella seconda metà degli anni 50 del secolo scorso, abbiamo evidenziato l’ammaloramento della stessa e imposto lavori di ripristino. I lavori partiti nel 2012 hanno trovato una sensibilità mutata nella cittadinanza e dal progetto di ritombiamento si è passati nel giro di un anno allo stombinamento ancorchè parziale.

Dopo 250 metri di Riviera XX Settembre risbuca il Ramo delle Muneghe (monache), con sulla destra fiume via Verdi.

La ricopertura del Marzenego in Riviera XX Settembre

La ricopertura del Marzenego in Riviera XX Settembre

 La stombinatura (primo tratto) del Marzenego tra Riviera XX Settembre e via Verdi

La stombinatura (primo tratto) del Marzenego tra Riviera XX Settembre e via Verdi

Il Marzenego riportato alla luce

Il Marzenego riportato alla luce  è più gradevole

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo tratto stombinato e lungo un centinaio di metri e finisce su largo Divisione Julia prospicente alla Galleria Matteotti.

La fine della parte scoperta in Largo Divisione Julia

La fine della parte scoperta in Largo Divisione Julia

Questo è stato il primo tratto tombinato già agli inizi del 1900 per dare agio e spazio alle nuove costruzioni realizzate dall’Impresa Toniolo collegate dalla Galleria Matteotti sulla sinistra fiume, e quelle sulla destra fiume previo il mai abbastanza deprecato abbattimento dell’osteria La Rosa posta all’imbocco di via Rosa sulla destra. Alla fine dello slargo vi è un altro tratto stombinato di circa 50 metri fino al ponte della campana che da il nome al ramo del Marzenego.

Il Marzenego da Largo Divisione Jiulia al ponte della Campana (seconda parte stombinata)

Il Marzenego al ponte della Campana (seconda parte stombinata)

Tale toponimo è di incerta origine, ma è certo che “alla Campana” si chiamava un’osteria sulla riva del fiume censita già nel 1690, osteria che sembra attirasse più fedeli del Duomo di San Lorenzo tanto da essere aperta fino a mezzanotte a differenza del Duomo. Sul ponte della Campana si svolse la battaglia finale dell’insurrezione contro gli austriaci sconfitti il 27 ottobre 1848 e cacciati (momentaneamente) da Mestre, ricordata da una targa posta sopra la farmacia Zannini.

Lapide che ricorda la “Sortita di Marghera” del 27 ottobre 1848

Lapide che ricorda la “Sortita di Marghera” del 27 ottobre 1848

Va ricordato che in quella battaglia a fianco dei veneziani e dei mestrini “campagna” lottarono e morirono anche un “foresto” (il trevigiano Antonio Olivi) e un “napoli” come il poeta partenopeo Alessandro Poerio: a ciascuno è dedicata una via sulla destra fiume.

Va pure ricordato l’enorme debito culturale con gli austriaci che hanno fatto conoscere ai veneziani lo spritz; nella tabella allegata (spritz) potete leggere come la bevanda non fosse altro che un mix di vino bianco e acqua e che a “macchiarlo” di rosso siano stati proprio i veneziani in segno di dissenso con la dominazione austriaca.

Posologia dei quattro principali spritz

Posologia dei quattro principali spritz

Va segnalato che delle quattro macchiature tradizionali una è tipicamente veneziana (Select), una è dovuta ai “foresti” di Novara (Bitter Campari), la terza ai “foresti” di Padova (Aperol), mentre l’unica tipica dei “campagna” mestrini è il Cynar, ideato proprio a Mestre.

Dal ponte della Campana si accede da sud a piazza Ferretto; subito a sinistra si va verso il Teatro Toniolo, mentre a destra, dopo il Duomo di San Lorenzo, potete ammirare il monumento-fontana più sfigato della storia dei monumenti: l’obelisco della Sortita. Il monumento era stato voluto per celebrare la sortita dei mestrini del 22 marzo 1848 che consentì l’occupazione di Forte Marghera. Doveva trattasi di una fontana da collocarsi in piazza Ferretto dove effettivamente sta ma sovrastata dal Duomo di San Lorenzo in un giardinetto (ex cimitero) di pertinenza della fioreria Cianchi. Al suo posto in piazza c’è il pennone al netto della recente fontana che di monumentale ha ben poco.

Piazza Ferretto con sullo sfondo la Torre dell’Orologio

Piazza Ferretto con sullo sfondo la Torre dell’Orologio

L’obelisco che ricorda la sortita del 22 marzo 1848 che consentì l’occupazione di Forte Marghera

L’obelisco che ricorda la sortita del 22 marzo 1848 che consentì l’occupazione di Forte Marghera

Il pennone occupa il posto destinato in origine alla fontana/obelisco

In piazza c’è ora l’immancabile pennone

Ritornando al ponte della Campana va segnalata, presso la spalletta una carta stradale per ciechi che possono così leggere in Braille quello che non possono vedere.

Cartina stradale per ipovedenti installata sulla spalliera del ponte della Campana

Cartina stradale per ipovedenti installata sulla spalliera del ponte della Campana

Dal ponte della Campana inizia il terzo e ultimo tratto stombinato lungo un altro centinaio di metri con sulla destra fiume il convento con annessa chiesa di Santa Maria delle Grazie che ha dato l’altro nome (delle Muneghe) a questo ramo del Marzenego.

A destra, l'edificio che ospita M9

A destra, l’edificio che ospita M9

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Le altalene di Natale all’M9

In occasione delle festività natalizie il complesso, che al termine della ristrutturazione si chiamerà M9 (Museo 900) è stato aperto nella parte del chiostro con una bellissima installazione di decine di altalene che fanno scampanellare altrettante campanelle in omaggio, ci piace pensare, all’altro nome (della Campana) di questo ramo del Marzenego.

Qui mi fermo e vi faccio tintinnanti auguri per quel che resta di quest’anno.

 

 

 

Basi Grandi.
Carletto da Camisan diventato venexian anzi mestrin

 

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