I fiumi di Mestre sono il Marzenego

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IL MARZENEGO DIVENTA DUE: IL RAMO DELLE BECCHERIE O DELLA DOGANA

 

Carissima Compagnia Gongolante,

la tangenziale non è bypassabile, perché, per farlo, dovrei entrare in casa, peraltro vuota, di chi ha trovato ricovero sotto le campate prefabbricate, e ciò non mi sembra bello (nemmeno da documentare), per cui riprendo la mia descrizione del Marzenego da una strada in corso di realizzazione che le corre parallela a valle.

Il Marzenego visto dalla tangenziale direzione Castellana- Miranese, zona via del Gaggian.

Il Marzenego visto dalla tangenziale (direzione Castellana- Miranese), zona via del Gaggian.

Ad evitare le ire del direttore dei lavori del cantiere stradale e/o di essere scambiato per il sempreodiato ispettore INAIL, ci sono andato di sabato mattina a cantiere chiuso. Il lunedì precedente avevo comunque fotografato il Marzenego in corsa dalla tangenziale con sprezzo del pericolo e rimediando solo un paio di clacsonate da un TIR frettoloso. Il fiume, appena dopo la tangenziale, è totalmente sbarrato ed il dislivello è notevole come si può vedere da valle. Da lì prosegue verso il ponte della linea ferroviaria Venezia/Trieste intorno alla quale fervono (si fa per dire) lavori che rendono materialmente impossibile documentare, sia da monte che da valle, il luogo in cui il Marzenego si divide nei due rami delle Muneghe (monache) o della Campana e delle Beccherie (macellerie) o della Dogana.

Il Marzenego dall’argine sinistro, poco prima della linea ferroviaria Venezia/Trieste.

Il Marzenego dall’argine sinistro, poco prima della linea ferroviaria Venezia/Trieste, in una immagine molto “mestrina”.

Il ramo delle Beccherie avvolge piazza Ferretto, passando a nord della stessa mentre il ramo delle Muneghe abbraccia la piazza passandole a sud. Dove finiscono le reti arancioni c’è la passerella, che attraversa il ramo delle Beccherie per accedere sul retro delle piscine comunali, da cui è possibile vedere che il fiume curva a sinistra fino ad un’altra passerella a cui è, però, impossibile accedere anche se pesate meno di 20 tonnellate.

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Il Marzenego, ramo delle Beccherie o della Dogana, dalla passerella pedonale che porta impianti del “Tennis Club Mestre”.

 

 

 

Un’ansa, una contro ansa e siamo in centro città; ed è subito parcheggio. Diciamo che adesso è parcheggio, ma fino a dieci anni fa era l’area dell’ospedale civile Umberto I° e, prima ancora era stata la sede amministrativa dei Canonici Regolari di San Salvador di Venezia che avevano ottenuto nel 1453 di poter utilizzare l’allora Castelvecchio e l’intera cinta muraria.

Il Marzenego, ramo delle Beccherie o della Dogana, dal ponte di via Circonvallazione; a destra l’area ex Umberto I° adibita attualmente a parcheggio.

Il Marzenego, ramo delle Beccherie o della Dogana, dal ponte di via Circonvallazione; a destra l’area ex Umberto I° adibita attualmente a parcheggio.

 

Stiamo, quindi, parlando del nucleo originario di Mestre, il suo primo castello sorto sul sito del castrum romano nel punto di congiunzione tra due importanti vie (Terraglio e Castellana) e anche voi vi chiederete se nulla è rimasto a testimoniarne la storia. La risposta viene dal fiume ed è rappresentata dal ponte che vedete dopo la conduttura. Non è un ponte facile da raggiungere perché dovete arrivare in fondo a via Castelvecchio, ignorare i dissuasori e i cartelli, tanto i cani non ci sono e vi autorizzo io ad entrare in nome dell’amore per la conoscenza. Attraverso la recinzione, potrete ammirare il ponte di pietra risalente all’XI° secolo purtroppo abbandonato ed in evidente stato di degrado.

Arcata del ponte di pietra sul Marzenego, ramo delle Beccherie.

Arcata del ponte di Castelevecchio, XI secolo, sul Marzenego, ramo delle Beccherie.

Passerella pedonale sul Marzenego, ramo delle Beccherie o della Dogana, parallela al Centro Culturale Candiani, che collega via Einaudi a via Manin

Passerella pedonale sul Marzenego / Beccherie sul retro del Centro Culturale Candiani, che collega via Einaudi a via Manin.

Da lì il ramo delle Beccarie prosegue verso il Centro Candiani, il cuore culturale di Mestre, davanti a cui corre una delle passerelle mentre un’altra entra addirittura direttamente nel complesso. E’ controverso se il Centro Candiani rappresenti una evoluzione positiva atteso che prima al suo posto c’era la pizzeria Vida (vite) con annesso pergolato in cui si gustava un’ottima pizza.

Un ponte in cemento armato, ma sempre pedonale, conduce invece all’annessa multisala Img, ultima creatura dei Furlan, che hanno fatto la storia del cinema a Mestre. Qui unanimemente si ritiene l’evoluzione positiva atteso che prima c’era una spianata d’asfalto. Dallo stesso passaggio è possibile ammirare la riviera sospesa sulla sinistra fiume, anche se il percorrerla non è possibile a causa di una grata all’imbocco.

Passerella pedonale in ferro sulla sinistra del Marzenego / Beccherie, dal ponte di via Manin.

Passerella pedonale in ferro sulla sinistra del Marzenego / Beccherie, dal ponte di via Manin.

In questo tratto, in epoca medievale sorgeva il “porto di Mestre” costituito da due banchine in legno utilizzate dagli abitanti del Borgo di Mestre sviluppatosi intorno a via Palazzo che fu circondato, nel XIV° secolo, da una cinta muraria denominata Castelnuovo, di cui si conserva solo un lacerto, più alto che lungo, al civico 19 di via G. Bruno che ha dato il nome all’adiacente teatrino, poi teatro, della Murata che ha, purtroppo, da poco cessato l’attività.

Lacerto delle mura del Castelnuovo in via Giordano Bruno al civico 19, ancor meglio visibile dal piccolo parco fra il civico 23 e il civico 25 di via Torre Belfredo.

Lacerto delle mura del Castelnuovo in via Giordano Bruno 19, ancor meglio visibile dal piccolo parco fra il n. 23 e il n. 25 di via Torre Belfredo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui mi fermo anch’io, almeno per questa volta, rinviandovi alla prossima mail per l’esplorazione del ramo delle Muneghe che ci porterà a conoscere tante altre straordinarie meraviglie.

 

Basi Grandi
Carletto da Camisan diventato venexian anzi mestrin

 

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