I fiumi di Mestre sono il Marzenego

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IL MARZENEGO DIVENTA QUATTRO: IL RIO DI SAN GIROLAMO

 

Carissima Compagnia Gongolante,

riprendiamo l’esplorazione dalla chiesa di San Rocco di cui si vede il retro in mattoni lungo l’ex porto del Borgo di Mestre che sorgeva sul ramo delle Beccarie o della Dogana.

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Passerella pedonale in metallo sul Marzenego (chiusa) dal ponte di via Manin

Qui dobbiamo ricordare il Rio di San Girolamo che proprio dal fianco della chiesa di San Rocco si dipartiva, all’inizio con il nome di Rio di San Rocco, dal ramo delle Beccherie e andava ad alimentare il fossato del Castelnuovo, i folli, il parco con il laghetto Ponci e i mulini per riunirsi poi al Marzenego.
Purtroppo il rio San Girolamo, che passava davanti all’omonima chiesa, non è stato tombinato ma interrato e il lago “bonificato” cosi ché oggi non sopravvivono nemmeno i toponimi salvo quello di parco Ponci.

La chiesa di san Girolamo

La chiesa di san Girolamo

A dir la verità la decenza ha fatto si che il toponimo conservato sia quello di “via Parco Ponci” dato che il Parco Ponci è ridotto a 19 alberi mal in arnese assediati da un parcheggio. Se il parco di fatto non c’è più, sopravvive però nella mia economica ma infedele cartina geografica, su Google e nella memoria dei mestrini i quali quando si vogliono trovare in quel parcheggio vi si riferiscono come “parco Ponci”.

I 19 alberi residui del ('fu'. ora 'via') Parco Ponci

I 19 alberi residui del (‘fu’. ora ‘via’) Parco Ponci

 

Per consolarci torniamo alla chiesa di San Rocco dove ora celebra i suoi riti la Chiesa Cristiana Ortodossa, per dar conto che qui, in via Daniele Manin, sorgeva un’altra ceseta (cioè chiesetta, sinonimo di osteria, come in “andar a cese“, a osterie), anzi birreria denominata “ Scarpon”, poi “Scarpon pub” oggi chiusa lasciando negli avventori un comprensibile rancoroso disappunto.

 

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Serrande chiuse alla birreria “Scarpon”…

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… e il disappunto degli avventori.

Targa in ceramica a muro sul ponte delle Erbe

Targa in ceramica sul ponte delle Erbe

Da via Manin sbuchiamo, al ponte delle Erbe in bocca di Piazza delle Fiere, già piazza grande del Duomo, già Piazza Maggiore, già Piazza Umberto I°, già Ettore Muti e, dalla liberazione, Piazza Erminio Ferretto da cui si può riammirare il Marzenego proveniente da monte.

Il Marzenego dal ponte delle Erbe in Piazza Ferretto

Il Marzenego dal ponte delle Erbe in Piazza Ferretto

Alle spalle c’è, invece, la torre di Mestre detta dell’Orologio, l’unica sopravvissuta del Castelnuovo le cui mura ricomprendevano tutta via Palazzo, che è in buona sostanza il vero centro storico di Mestre; non a caso in via Palazzo vi è sia il palazzo Comunale (a sinistra nella foto), sia il Palazzo delle Provvederia sede della magistratura con l’annesso palazzo che ha ospitato in passato la Pretura di Mestre.

La Torre dell'Orologio

La Torre dell’Orologio

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Il Palazzo della Provvederia

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Il Palazzo Comunale (a sin.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da ciò vi risulterà chiaro come piazza Ferretto non fosse ricompresa né nella cinta muraria del Castelvecchio né in quella del Castelnuovo e sia stata, quindi, un mercato aperto anche se con due soli ingressi , ovvero, il ponte delle Erbe a nord sul ramo delle Beccherie o della Dogana e il ponte della Campana a sud sul ramo delle Muneghe (o, appunto, della Campana).
Dall’altra parte del ponte delle Erbe il fiume scompare sotto il palazzo rosso che era il deposito della Dogana Vecchia fiancheggiato sulla destra fiume da via Pescheria Vecchia.

Il Palazzo Rosso (ex sede della Dogana), lato ponte delle Erbe, che copre il Marzenego

Il Marzenego riemerge dietro l'angolo del palazzo rosso, dove avevano sede le macellerie. all’interno del “caffè dell’Orologio”, ora chiuso, si vede ancora sul pavimento il foro da cui venivano gettati nel fiumei resti della lavorazione delle carni.

Il Marzenego riemerge dietro l’angolo del palazzo rosso, dove avevano sede le macellerie. all’interno del Caffè dell’Orologio (ora chiuso) si vede ancora sul pavimento il foro da cui venivano gettati nel fiume i resti della lavorazione delle carni.

Da sotto il palazzo della Dogana Vecchia il Marzenego riemerge dopo una cinquantina di metri, fiancheggiato sulla sinistra fiume da Riviera Magellano.
In via Magellano lavora il mio amico Franco, della cui gentilezza ho approfittato per fare alcune suggestive foto dalla finestra del suo studio:

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Riviera Magellano incrocia via Fapanni sotto cui passa il Marzenego che costeggia l’attuale mercato del pesce e della frutta.

Il Marzenego sottopassa via Fapanni. Sullo sfondo il mercato del pesce e della frutta.

Il Marzenego sottopassa via Fapanni. Sullo sfondo il mercato del pesce e della frutta.

Qui mi fermo e vi do appuntamento alla prossima settimana per andare a visitare lo stombinato ramo delle Muneghe o della Campana e a conoscere molte e inusitate cose.

Basi Grandi
Carletto da Camisan diventato venexian anzi mestrin
Continua (clic qui sotto su pag.5)
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