Intervista alle sorelle Bonotto

Poveri e benestanti

 

Nicla: Forse all’epoca eravamo più benestanti perché gli altri erano quasi tutti a mezzadria. Io sono nata a fine guerra, nel ’45 e ricordo che quando lavorava mio papà la gente era povera. Lui teneva un vaso della farina gialla e uno di farina bianca per i poveri che venivano col sacchettino e si raccomandava: “mi raccomando, quando viene devi dare questo, devi dare quello!”  La gente quando veniva lasciava il cambio: invece di pagare lasciava un po’ di farina. Pagavano quelli che potevano e c’erano tanti libretti dove si segnavano i debiti, che li ho bruciati io quando mio papà è morto. Perché tanti non hanno più pagato, ma il papà faceva lo stesso perché diceva: hanno bisogno.

Lucia: Guarda mia mamma, mia nonna che poveri erano, poveri in canna, mangiavano la polenta andata a male. E’ andata meglio quando mia nonna ha trovato lavoro come bidella che allora portava a casa gli avanzi delle minestre.

Nicla: Qua venivano a lavorare tanti. Danilo Casarin veniva a lavorar qua per mangiare.

Giovanna: Che lavori facevano?

Nicla: Aiutavano in mulino, nei campi, dormivano anche qua, c’era una camera per loro, è passata tanta gente di qua, anca tanti a cui piaceva bere, quando era sera. Era meglio che andassero in letto… Comunque Danilo diceva sempre che mia mamma aspettava che mia zia Pina andasse via e gli diceva:“ti si giovane, ciapa meza ciopa de pan”. Pan ne avevamo tanto! Il pane mai negato a nessuno… Lucia ti ricordi Carmelo, quello che andava per carità. L’hanno ucciso per strada e non hanno visto chi è stato. Veniva sempre qua e mia mamma gli dava da mangiare, era sporco, puzzava tanto e mia zia Pina non voleva. Qua c’era l’entrata e un portico, con una tavola messa in parte, andava sempre là a mangiare, gli dava qualcosa e dopo un quartiere di farina.

Giovanna: Quanto sarebbe un quartiere?

Nicla: Un quarto, era una misura, avevamo un bussolotto apposta… Qua passava tanta gente: el mugnaro e el spisiaro (il farmacista) erano gli unici dove serviva andare. Peccato che dopo tutti se ne siano andati.

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