Giorno 6, 27/06/2004 — dall’isola dei cacciatori alla Baia delle Pecore (50 km)
La perturbazione che ci ha accompagnato per tutta la settimana, finalmente svanisce, regalandoci sin dalle prime luci una giornata abbagliante. Siamo a circa 100 km dal mare e si nota già un cambiamento nella luce e nell’aria. Ripartiamo. Alle ore 8, il livello è sceso di 30 cm, la corrente è rallentata a si prospetta una giornata di remo.
Di gomito sino alle 13, percorrendo tratti rettilinei che appaiono infiniti. Massiccia presenza di idrovore lungo entrambi i lati., per l’irrigazione. Ormeggiamo ad una di queste e scopriamo di trovarci a Campi di Villa Bartolomea. Rifornimento esoso (è domenica) di H2O all’unico bar aperto (2 casse a €15,00) e proseguiamo sotto un sole torrido.

Foto 12 – Acquarello…
Ormai solo la presenza sporadica di un campanile che spunta dall’argine o il passaggio di qualche raro ponte, permeano il tutto di un senso di staticità. Il fiume è quasi fermo e riflette molto bene gli alberi e il cielo, talvolta sembra di essere sospesi sull’aria. Per non parlare delle illusioni ottiche: è difficile dire se il fiume curva a destra. o a sinistra, se un’isola al centro è davvero quel che sembra o solo una sporgenza. Sembrano pensieri banali, ma con l’occhio a 80 cm dal livello dell’acqua abbiamo una prospettiva molto limitata.

Foto 13 – Ottimo approdo su isola fluviale presso Legnago
Il nostro umore è rilassato, ormai il fiume non nasconde più insidie, è piuttosto carico d’aspettativa per l’avvicinarsi alla meta, il mare. Talvolta, con vento da est, è percepibile lo iodio: mi perdo in ricordi olfattivi.
Cerchiamo di procedere il più possibile, inoltrandoci nella bassa padana. Il traguardo del giorno è stimato all’incirca presso Rottanova.
Intorno alle 19, ora abbastanza tarda per trovare un approdo adatto, e prepararsi al pernotto con ancora abbastanza luce, non troviamo ancora nulla. Infatti tra Boara Pisani e Anguillara Veneta gli argini sorgono piuttosto alti e scoscesi, inoltre il lato destro non viene curato. Solo il lato sinistro offrirebbe qualche appiglio con piccole spiaggette, ma è brutto.
Improvvisamente, poco dopo Beverare, si apre dopo un curvone a sinistra una vista impareggiabile: si tratta di un allargamento del fiume, con una spiaggia naturale larga 10 metri e salici giganti. Il sole tramontante illumina tutto di una luce caldissima. Decidiamo di approdare, seguendo il consiglio di una famiglia di passaggio, che sostiene essere questo un pascolo per greggi in transumanza, ma che il passaggio avveniva solo di giorno. Perfetto. Ci accampiamo benissimo sotto un massiccio albero (quercia?) e trainiamo la canoa presso la tenda, essendo il posto visibile e aperto ad eventuali visitatori notturni. Al momento di coricarsi, ecco sopraggiungere una mandria di oltre 300 pecore belanti e un pastore con i cani, che sembra giunto qui direttamente dal `600. Per fortuna sono solo di passaggio e vanno a dormire a qualche chilometro più a ‘monte.

Foto 15 – Primo approdo veramente nature
L’unico difetto della Baia Pecorina è la mollezza della spiaggia, talmente limacciosa sulla battigia, che si sprofonda fino oltre le caviglie. Qui il limo è ormai molto contaminato: asciugandosi infatti, lascia sulla pelle uno strato che pare plastificato. Tutta, natura, tutta salute. Non parliamo poi dell’inzaccheramento dell’imbarcazione, che non vede l’ora di tuffarsi in Mare, poverina. Posizionata la tenda su un poggetto sotto l’albero, con le aperture orientate verso SE — NO, godiamo tutta la notte di una brezza da SE ché porta i saluti del mare.
Ormai il fiume è veramente fermo, pochi volatili nei paraggi, qualche tronco che di colpo solleva un ramo che prima era sommerso dall’acqua, come a salutare il nostro passaggio.

Foto 14 – Pausa pranzo
La luce continua ad aumentare, soprattutto un riflesso argenteo proveniente dal basso lungo tutto l’orizzonte tradisce la presenza del mare. Molto belli gli ultimi ponti, soprattutto quello a doppio arco in metallo della ferrovia, dall’aria antica che riporta al secolo scorso.