L’Adige in canoa. Da Bolzano a Chioggia

Giorno 4 – 25/06/2004 — da Via Cavallara (ante 2° ponte di Arcè) alla Baia Gaia (35km)

 

Ci attende la tappa più dura, ma anche più varia: dalle colline veronesi si passa gradualmente alla pianura. II mattino alle ore 8.30 ripartiamo assistiti dal figlio del contadino. Il tratto tra Pescantina e Verona si rivela orribile. Solo Pescantina è molto gradevole vista dal .fiume, e subito dopo il suo ponte vi è una comoda rampa sterrata sulla sinistra alla quale si accede attraverso i campi: buon approdo. Anche dopo il ponte di Settimo vi è sulla destra una comoda rampa d’accesso. Attenzione al ponte di Paone (piloni grossi, ravvicinati e in semicurva) ma subito dopo sul lato interno a dx vi è una bella spiaggia di ciottoli.

In un’ora e mezza raggiungiamo la 3° chiusa. Il trasbordo avviene sulla sinistra (la destra è area inaccessibile e vietata) a circa 50 m. dalla paratia. C’è un piccolo accesso tra le canne, quasi invisibile. Meglio fare riferimento alla rampa d’accesso che sale fino alla diga. Non vi è corrente di risucchio, tuttavia anche qui è meglio informarsi prima e valutare l’eventualità di avvicinarsi talmente alle opere; si sarebbe costretti, altrimenti ad uscire sempre sulla sinistra, ma almeno 700 m prima.

Per la presenza della rampa prima e dopo la diga, il trasbordo risulta il migliore per ora. Tuttavia è difficoltosa la messa in acqua, per via del carico e per il fatto di essere, dopo la diga, nuovamente sul lato esterno e veloce del curvone che segue. La corrente è forte e bisogna cercare un posto con un po’ di remora. Per di più l’acqua è fonda: attenzione!

Ore 11, siamo di nuovo in barca e finalmente dopo un breve tratto orrendamente sfigurato dall’edilizia e da discariche abusive, passiamo i primi ponti di Verona che non danno problemi e sfruttando la remora, ormeggiamo sotto il ponte Scaligero, sulla sinistra, naturalmente dopo di esso.

7un po´ di storia

Foto 7 – Un po´ di storia

Lo scorcio è emozionante. Bello giungere qui in canoa, sensazione di vero viaggio con i propri mezzi. Incontro con i Brigo e rifornimento acqua. Con Elena vado a perlustrare ponte Pietra. Ripartiamo alle ore 13.20 e passati i ponti Vittoria e Garibaldi ci incolliamo sulla destra al muro della curva, facendo stop per fotografare ponte Pietra. Quindi sempre rasentando la destra infiliamo il primo arco e via lisci, ma con una forte corrente di ritorno: attenzione. In quel momento l’arco destro era l’unico accessibile, altrove sarebbe stato un disastro emozionante!

Nel tratto ultimo di Verona ci affianca un bulldozer in canoa che non riesce a darci nessuna informazione utile. In vista dell’ultimo ponte di. Verona (trattasi di FF.SS.) ci fermiamo sulla sinistra per il boato che da questo proviene. E facciamo bene ad andare a vedere a piedi: infatti anche qui molti archi a rombo e ravvicinatissimi, circa 4 m; l’unico passaggio si trova sotto il primo arco a sinistra, che è sul lato interno. Tutti gli altri hanno forti rapide e sassi sporgenti, da evitare assolutamente.

Finalmente l’Adige assume il suo aspetto subito dopo il ponte, aprendosi fino a 150 m e rivelando isolette e golene interessantissime. È questa la zona del Pestrino.

8splendido bivacco presso Area fluviale del Prestino

Foto 8 – Splendido bivacco presso l’Area fluviale del Prestino

Ormai in vista della 4° chiusa decidiamo di uscire sulla sinistra, proprio di fronte all’estremità dell’isola del Pestrino, verso la diga. Sfruttiamo una piccolissima spiaggetta sulla quale si affonda rapidamente e sbarchiamo tutto issando per 2 m la canoa su per una piccola scarpata. La zona, piuttosto tranquilla è meta di diversi visitatori. Una gentile signora ci fornisca alcune informazioni e mi presta la bicicletta per andare in avanscoperta. Apprendo in 15 min che da dove ci troviamo, lungo l’argine, passiamo la 4° chiusa, poi proseguendo per 1 km si giunge alla famosa “zona d’ombra”, un ponte misterioso che per lavori è intasato e il passaggio è impossibile. Persino il tratto tra la chiusa e il ponte é disagevole. La corrente é molto forte e sebbene vi siano spiagge sulla sinistra, molto agibili, il tratto è talmente breve che merita di essere percorso a piedi. Così, con un trasbordo piuttosto lungo e bucolico a tratti, passiamo questo sbarramento e la “zona”.

9dopo Verona in mezzo ai campi tra il quarto e quinto sbarramento

Foto 9 – Dopo Verona, in mezzo ai campi tra il quarto e quinto sbarramento

Ormai sono le 17 e siamo piuttosto accaldati. Purtroppo dopo il tratto accidentato precedentemente citato, l’accesso al fiume è difficile e dobbiamo passare lungo un campo di grano, accompagnati da un autoctono monotematico.

Finalmente a circa 1 km dalla zona troviamo una spiaggia che è ben visibile dal sentiero ed è anche frequentata. Ricarichiamo tutto e via. Ormai cotti decidiamo dopo 2 km di fermarci. Si tratta di una buona, scelta, trovando una baia (da noi nominata “Gaia”) che ci accoglie con le sue sabbie e la vegetazione veramente interessante. Discutiamo sull’eventualità di lasciare l’imbarcazione in acqua, ridossata dietro un salice pendente; dopo poco notiamo però un cambio improvviso di livello e optiamo per issarla lungo il comodo pendio che ci separa dalla spiaggia, 5 m verso l’entroterra. La decisione si rivelerà saggia ma non sufficientemente adeguata. Nella notte, e sarà l’unica volta in questo avventuroso viaggio, piove copiosamente e al mattino troviamo la canoa con la prua immersa nell’acqua. In pratica durante la notte il livello si è alzato di almeno 70 cm: veramente notevole.

 

 

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