La peschiera e le oche
Odilla: Tra il mulino e la segheria all’epoca c’era una peschiera, bellissima. C’erano dei bisatti! E poi tinche, carpe. Andavo sempre a prenderli. Era fatta di 3 balze, due ante che si abbassavano e si alzavano quando si voleva pescare.
Giovanna: Non capisco.
Odilla: Tra la segheria e il mulino c’era l’acqua e due ruote che giravano. La peschiera era fatta di pezzetti di legno, l’acqua passava sopra e rimanevano i pesci. Non era sempre abbassata, perché quando tagliavano le erbe o non interessava pescare, l’acqua correva tranquilla. Quando c’era il cambio della stagione e l’acqua era torbida, abbassavano la peschiera, il pesce andava là e lo prendevamo. Mio papà un poco lo portava per i ristoranti, non c’erano mica frighi, ah! Aveva fatto un vivaio di tavole con una catena, lo metteva in acqua così il pesce si manteneva vivo e si prendeva pian piano. Veniva dal Montello, aveva la mentalità dei montanari. Anche nei fossi qua dietro, pescavamo e mangiavamo i marsoni[6]; andavamo a rane e che buone che erano! Avevamo i pesci gatto, piccoletti, erano saporiti, adesso ci sono quelli americani. Fatica non ne ho mai fatto, perché uova, galline, maiali, vacche, con tanta terra c’era di tutto!
Giovanna: Quanti animali avevate?
Odilla: Tanti! Quando si è sposato il cugino Aldo (noi lo chiamavamo zio) han fatto il pranzo a casa, han chiamato un cuoco apposta e han mangiato oche, tacchini, anatra, conigli, galline. Per mantenere le oche, si raccoglieva l’ortica, si metteva su una macchina di legno per non pungersi e veniva tagliata insieme ai radicchi. Non dovevamo mollarle, erano chiuse, sennò l’oca svola e anche becca dappertutto. Ci mangiava tutto l’orto. Bestia se son cattive!
Lucia: In una famiglia hanno due cani, un fratello ha un cane lupo e l’altro un maremmano, tutti cani grossi. Quando lasciano andare l’oca scappano!
Nicla: Dopo si prendeva la penna per far i cuscini. Mia mamma era sarta e mi ha abituata coi vestiti tutti perfetti… Aveva una mentalità molto giovane, il gusto per i colori. E’ morta a 83 anni. Si chiamava Cremonese Maria Natalina, perché era nata il 1 gennaio.

Maria Cremonese, mamma di Nicla e Odilla Bonotto, davanti alla porta del mulino. Anni ‘60.